Depressione post scrutinium.

Aprile 15, 2008 by tiix

Ma perchè non succede mai qualcosa di entusiasmante, bello, interessante, o anche solo vagamente sensato? Uffa :-(

Ecchebuzz!

Aprile 4, 2008 by tiix

Interessata a comprendere il dilagante fenomeno del Buzz marketing, mi sono iscritta al sito di una nota società, che mi ha proposto una campagna su un notissimo detersivo.

Ora, io scrivo (va bene: ogni tanto scrivo, provo a scrivere… come volete ;-) ) di tecnologia. Siete sicuri che sono in target?

No, nel senso, mi risulta un po’ difficile entusiasmarmi così tanto per un bucato candido, da correre a scriverne su un blog che tratta di tutt’altro…

Ah, vuoi dire che il legame è che sul nuovo sito web del suddetto detersivo si può scaricare un widget Flash che mi suggerisce quando fare la lavatrice in base alle previsioni meteo? Sottile…

Ma c’è anche un pacco omaggio per il blogger! Che contiene:

- un campione del famoso detersivo, e va bene

- 5 mollettine magnetiche da attaccare al frigorifero (?)

- ma soprattutto l’inquietante famigliola di gattini che cambiano colore secondo il tempo

felini.jpg

Sì, ho capito l’arguto gioco intellettuale tra strumento tecnologico e strumento d’antan, però senti, io faccio una proposta: la prossima volta, il budget destinato all’acquisto e alla spedizione dei versicolori felini e financo delle mollettine magnetiche, lo destiniamo a finanziare un’attività socialmente utile? (vedi ad esempio) e io sarò felice di citare azienda e prodotto nel mio blog, rallegrandomi per l’intelligenza dell’iniziativa.

Ora vado a cercare un centrino all’uncinetto per metterci sopra i gattini… ;-P

Il 5 per mille.

Aprile 3, 2008 by tiix

Anche quest’anno con la dichiarazione dei redditi è possibile destinare il 5 per mille della propria IRPEF a finalità di interesse sociale.

I possibili destinatari sono:

  • enti del volontariato
  • enti della ricerca scientifica e dell’università
  • enti della ricerca sanitaria
  • associazioni sportive dilettantistiche

vedi normativa

Io il mio 5 per mille lo destinerò all’Associazione Diabete Giovanile Onlus, cf 95006480107

Profili aziendali su Linkedin.

Aprile 3, 2008 by tiix

pic_logo_119x32.gifLinkedin ha attivato recentemente un nuovo e interessante servizio rivolto a rappresentare le aziende, attraverso i profili dei dipendenti iscritti alla community.

Se, ad esempio, nel campo ricerca per la categoria People inseriamo “Microsoft”, otteniamo come di consueto l’elenco delle persone che hanno a che vedere con quella società, ma ora, prima dell’elenco, compare il link “Check out the Microsoft Company Profile”, che porta a questo nuovo servizio.

In questa sezione troviamo, oltre a una breve descrizione della società, un elenco sintetico dei dipendenti appartenenti al nostro Network, ordinati per gradi di distanza da noi, l’elenco degli ultimi assunti, quello relativo alle ultime promozioni o cambi di ruolo all’interno della società e infine quello dei profili più popolari, cioè delle persone più attive in Linkedin o il cui profilo è stato visualizzato più volte.

Inoltre, nella colonna di destra trovano spazio le aziende di provenienza della maggior parte degli attuali dipendenti Microsoft e le aziende a cui appartiene il maggior numero di loro contatti.

Seguono infine dati riassuntivi sulla società e dati statistici sulle figure professionali più rappresentate, le scuole di provenienza, l’età media e il genere dei dipendenti iscritti a Linkedin.

Mi sembra un ottimo modo di riproporre dati che sono già tutti disponibili all’interno della community, riaggregandoli in modo tale da creare nuovo valore: un colpo d’occhio su una realtà aziendale e sulle relazioni tra aziende.

Tecnologia emergente made in Italy.

Marzo 14, 2008 by tiix

Sta girando tra i blog la risposta alla domanda “Sei orgoglioso di essere italiano?” (ad es. qui e qui). A fronte dei mille motivi per non esserlo, questa storia sposta l’ago della bilancia di una tacchetta verso il si.

Una start-up con sede a Torino, ma registrata in California, a inizio marzo ha presentato il proprio lavoro all’ eTech The O’Reilly Emerging Technology Conference a San Diego, raccogliendo molto interesse anche da parte dei media.

L’azienda si chiama WideTag Inc. e il progetto OpenSpime.
L’idea è quella di lavorare alla costruzione di una “Internet of Things“, progettando dispositivi a basso costo che siano in grado autonomamente di rilevare la proprie coordinate geografiche e temporali (space+time=spime), più una determinata condizione ambientale, e trasferire i dati raccolti a server che potranno elaborarli.

Il prototipo attualmente realizzato è un sensore in grado di valutare la quantità di CO2 presente nell’aria, nel video di presentazione il sensore trasferisce i dati a un pc che li visualizza in tempo reale su una Google Map. In questo modo, potenzialmente ogni individuo al mondo potrebbe monitorare la qualità dell’aria che sta respirando, e si potrebbero così raggiungere livelli di accuratezza e completezza nella raccolta dei dati semplicemente inimmaginabili con le tecnologie attualmente in uso.

openspime1.jpg

E il monitoraggio della Co2 è soltanto un esempio, le applicazioni possibili per questo tipo di tecnologia sono davvero tante e parecchio interessanti. Tra l’altro, la tecnologia è sviluppata in un’ottica open, infatti le API e i protocolli di comunicazione necessari per gestire i dati raccolti sono a disposizione di chi vorrà sviluppare nuovi prototipi.

Si aprono quindi scenari dirompenti per la quantità di innovazione che si potrebbe raggiungere. Si va oltre l’idea di Computer Invisibile di Norman: non solo la tecnologia è così semplice e integrata negli oggetti da essere diventata trasparente, ma l’intervento umano sta principalmente nel partecipare ad un progetto sociale, con lo scopo di migliorare concretamente le condizioni ambientali in cui viviamo.

qui il blog di uno dei protagonisti

ne parla anche Infoservi qui e qui

La tecnologia per amica.

Marzo 12, 2008 by tiix

Ma quanto mi piacciono le parole di Roberta Cocco, direttore marketing di Microsoft, anzi, “madre di tre figli e direttore marketing di Microsoft“:

“…se uno dei bambini sta male, io collego il mio pc da casa e posso lavorare come se fossi in ufficio, se sono in vacanza ma devo partecipare ad una conference call importante , mi è sufficiente appartarmi con il mio smartphone e … il gioco è fatto.

La tecnologia è uno strumento nelle nostre mani: sfruttandone le potenzialità, noi donne possiamo costruirci quella flessibilità che ci consente di non dover più rinunciare a presentarci come madri e professioniste.”

qui 

Davvero lo stato attuale di sviluppo delle tecnologie permette di immaginare scenari di vita in cui il lavoro è una componente da gestire in modo flessibile e non una scelta totalizzante, che ne preclude o ne limita altre.

Per le donne potrebbe rappresentare l’opportunità di esprimere se stesse, nella molteplicità dei ruoli che desiderano ricoprire e anzichè adattarsi a modelli maschili per fare carriera, poter essere felicemente professioniste, madri, mogli.

Per le aziende potrebbe essere un modo per usare al meglio le potenzialità dei collaboratori, perchè, io credo, una persona realizzata e meno stressata può dare il meglio di se anche nel lavoro.

Gli ostacoli, mi sa che, al solito, siano principalmente di carattere culturale: quante aziende, soprattutto medio-piccole sono disposte a ragionare in questo modo?

Donne protagoniste.

Marzo 7, 2008 by tiix

Ancora due iniziative “al femminile”.

Scadono domani i termini per partecipare al premio Donna è Web (ne avevo parlato qui), a cui si possono iscrivere del tutto gratuitamente siti web e progetti internet ideati, progettati, realizzati o gestiti con il contributo prevalente di donne.

Lunedi 11 marzo invece Il Sole24ore organizza un convegno sulla Leadeship al femminile, la partecipazione è libera e gratuita fino ad esaurimento dei posti.

La cena, le donne, la tecnologia.

Marzo 3, 2008 by tiix

Leggendo post e commenti relativi alla Girl Geek Dinner ho trovato diverse obiezioni da parte di chi alla cena non ha partecipato, riassumibili, estremizzando, nelle seguenti posizioni:

1. aiuto! che paura/tristezza! sembra una setta di isteriche sacerdotesse devote a qualche fredda divinità tecnologica

niente di più lontano dalla varia, entusiastica, timida, sfacciata, struggente, appassionata, scostante, normale, speciale umanità che ho incontrato l’altra sera. Tra i mille discorsi ascoltati e scaturiti con estrema facilità tra persone che spesso non si erano mai incontrate prima, pochissimi erano incentrati esclusivamente sulla tecnologia

2. ma se era una cena di donne, cosa ci facevano gli uomini?

non vogliamo la riserva indiana o il gineceo dove alle donne è permesso parlare tra di loro. La difficoltà di conciliare i diversi ruoli che una donna può ricoprire e la scarsa presenza femminile in alcuni settori lavorativi o nelle posizioni manageriali non dovrebbero essere argomenti esclusivamente femminili. Riuscire a esprimere al meglio le potenzialità delle donne potrebbe portare a un miglioramento di tutta la nostra società: è un tema che riguarda anche gli uomini, io credo

3. perchè soltanto 20 uomini?

ma così, anche un po’ per ridere e provocare. Come ha raccontato l’ideatrice, Sarah Blow, siccome gli eventi dedicati alla tecnologia sono sempre a maggioranza maschile, proviamo a ribaltare la situazione e vediamo l’effetto che fa

e poi era anche solo una cena, con un giusto, a mio parere, equilibrio tra spunti e stimoli e leggerezza.

Almeno, questo è quello che ne ho capito io e… mi è piaciuto molto :)

CNN 2.0 ovvero tutti producono, uno guadagna?

Febbraio 28, 2008 by tiix

La CNN ha lanciato in via sperimentale iReport, piattaforma per il citizen journalism, attraverso la quale chiunque può inviare notizie sotto forma di testo, immagini, audio, video. Il materiale non verrà sottoposto ad alcun filtro editoriale ma pubblicato direttamente e le notizie più interessanti potranno essere utilizzate dalla CNN per i propri servizi televisivi.

Quello che segue è un estratto delle condizioni di utilizzo della piattaforma (Terms of use):

By submitting your material, … , you hereby grant to CNN and its affiliates a non-exclusive, perpetual, worldwide license to edit, telecast, rerun, reproduce, use, create derivative works from, syndicate, license, print, sublicense, distribute and otherwise exhibit the materials you submit, or any portion thereof in any manner and in any medium or forum, whether now known or hereafter devised, without payment to you or any third party. “

Cioè, in pratica, il contenuto generato dagli utenti diventa di proprietà, non esclusiva (grazie-Signore-grazie!) di CNN che può farne ciò che vuole per sempre, in tutto il mondo, in ogni formato esistente o futuro, senza riconoscere all’autore alcun compenso e senza citarlo come fonte.

Ma se è tutto gratis come si può guadagnare?

Febbraio 26, 2008 by tiix

Alla domanda, che riguarda il web e tutto ciò che attraverso Internet si può fruire, in genere si risponde più o meno convinti: “la pubblicità…”

Kevin Kelly, uno dei fondatori di Wired, in questo post  mette a fuoco 8 categorie di valori che, a differenza dei contenuti o del software, non possono essere copiati e quindi possono avere un valore commerciale:

immediatezza: poter accedere in anteprima a un film, a un saggio, a un software è un valore per cui potremmo essere disposti a pagare

personalizzazione: una versione ad hoc, adeguata alle esigenze o ai gusti di un singolo utente, ha un valore facilmente comprensibile

interpretazione: il supporto per usare qualcosa che di per se è gratis può essere venduto. Basti pensare a società, come RedHat, che forniscono consulenza e supporto a pagamento su software open-source

autenticità: ancora una volta il software fornisce un esempio: posso scaricare una versione piratata di un software, ma se voglio i manuali originali o un supporto tecnico ho bisogno di una copia autentica.

accessibilità: anzichè avere copie proprietarie installate sul proprio pc, e doverle tenere in ordine, aggiornarle, portarle con sè negli spostamenti, potremmo essere disposti a pagare per avere un servizio online che ci fornisca qualsiasi libro/film/musica/immagine su qualsiasi supporto e in qualsiasi luogo noi desideriamo

corporeità: in un mondo di bit, talvolta poter avere una versione in atomi di qualcosa è un valore. Ne sono esempi una copia rilegata di un volume o un concerto: la musica è reperibile gratuitamente, ma per andare al concerto si paga

mecenatismo: micropagamenti volontari per sostenere un autore, un’iniziativa, ecc. Esempio recente l’iniziativa dei RadioHead di permettere il download dell’ultimo album alla cifra stabilita dall’utente (anche gratis)

reperibilità: nella sovrabbondanza di contenuti tipica della rete è decisamente un valore poter trovare rapidamente ciò che interessa

insomma “the money in this networked economy does not follow the path of the copies. Rather it follows the path of attention, and attention has its own circuits.

qui una traduzione italiana del post di Kelly