Ecco l’ultima moda dei vip, very internet people, dilagata in Italia nelle ultime vacanze di Natale: Twitter.
E’ un’applicazione web che serve a far sapere agli amici oppure al mondo cosa stai facendo in un certo momento della giornata. Cioè tu ti iscrivi al servizio via web, poi ti colleghi e scrivi, in un massimo di 144 caratteri, quello che stai facendo. Il tuo messaggio viene visualizzato sulla tua pagina, come in un blog, ma anche inviato sull’Istant Messenger e sul cellulare, sotto forma di SMS, a tutti coloro che si sono iscritti come tuoi followers. Allo stesso modo tu ricevi i messaggi di tutti coloro che hai inserito nella tua lista di friends.
A parte che, in questi giorni di lontananza dall’ufficio causa inserimento all’asilo del bimbo, mi immagino una emozionante lista di messaggi del tipo:
bimbo ha fatto cacca addosso, corro a cambiarlo (47 caratteri),
oddio, ho dimenticato di fare la spesa, e adesso cosa faccio per cena (70) (beh , 144 caratteri non sono neanche pochi)
mi viene spontaneo chiedermi: e chi se ne frega?
In realtà pare che il gioco sia, almeno all’inizio, molto divertente e sviluppi addirittura una forma di semi-dipendenza che può incidere sensibilmente sulla produttività (tra leggere tutti i messaggi che arrivano e scrivere i propri, il tempo vola via che non te ne accorgi). Chissà, magari provo…
Ecco alcuni blog che ne parlano in modo interessante:
http://paolo.evectors.it/italian/2007/01/02.html
http://www.bolsi.org/bolsoblog/2007/01/05/malato-di-twitter
http://im.digitalhymn.com/2007/01/05/twitter-i-blog-e-lutilita/