3000 password oppure 1 openID
Febbraio 27, 2007Ogni volta che scopriamo un nuovo sito, una community, un nuovo servizio via Internet, per poterne usufruire dobbiamo iscriverci, decidere un nome utente e una password e compilare un noioso form, inserendo i nostri dati personali. Ormai ognuno di noi lo ha fatto decine se non centinaia di volte: alzi la mano chi ha usato ogni volta una password diversa. Io non ce la posso fare, ma scommetto anche di non essere la sola che finisce per usare quasi sempre la stessa password.
La diffusione di openID dimostra che il problema è comune e che esiste un modo per semplificarci la vita. OpenID è un sistema di autenticazione decentralizzato che è già stato adottato, tra gli altri, da digg, microsoft, aol, yahoo, livejournal, wikipedia. Funziona in questo modo: mi collego ad uno dei numerosi provider che forniscono il servizio, inserisco (per l’ultima volta) i miei dati e la mia password e ottengo un url, ad esempio tiix.myopenid.com Quando voglio entrare a far parte di una nuova community o fare login su un sito che supporta openID non devo fare altro che inserire il mio url: il software si preoccupa di contattare il mio provider, che verifica la mia identità e mi chiede l’autorizzazione ad inviare la conferma al sito in questione. Ed è fatta.
Sono in corso discussioni sulla sicurezza (non ci avevano sempre detto che diversificare era una difesa contro gli hacker?), ma dal mio punto di vista ok, diciamo che non lo userei per il conto corrente, ma in tutte quelle occasioni in cui voglio provare un nuovo sito, magari giusto per capire come funziona, non dovere più compilare un form è un pezzettino piccolo di felicità J





