James N. “Jim” Gray è uno studioso americano di computer che ha ottenuto nel 1988 il Turing Award, quello che viene considerato il “Premio Nobel” dell’informatica. Il 28 gennaio si è diretto in barca a vela, da solo, verso le Farallon Islands vicino a San Francisco, per disperdere in mare le ceneri della madre. Da quel viaggio non è tornato e la sua imbarcazione è data per dispersa. La Guardia Costiera ha scandagliato la zona con tutti i mezzi a disposizione, ma senza trovare nulla: dopo quattro giorni le ricerche vengono interrotte.
A questo punto interviene Amazon: il 1 febbraio una ripresa via satellite della zona produce migliaia di immagini, che vengono pubblicate a questo indirizzo e viene lanciato un appello a tutti gli utenti Internet perché collaborino nell’analisi manuale delle immagini, alla ricerca di una forma che possa corrispondere all’imbarcazione di Jim Gray.
L’obiettivo è tutt’altro che semplice: le foto sono migliaia, ma soprattutto l’oggetto da individuare ha una dimensione di circa 6 pixel e parte della zona è coperta da nuvole. Ad oggi non si ha notizia dello studioso né della sua imbarcazione.
L’impresa è forse disperata, ma mi sembra bello provarci, utilizzando le tecnologie e la disponibilità delle persone connesse a questa enorme rete sociale che è Internet.
E’ vero, sicuramente Amazon lo fa anche o soprattutto per acquistare visibilità, è vero, le stesse tecnologie potrebbero essere usate per fini meno nobili con gravi minacce per la privacy, ma, come dire, la vita è fatta di luci e ombre e la paura di sporcarsi le mani non porta mai a niente di buono, o no?




