Archive for gennaio 2007

Fastweb, ma che caspita stai facendo?

gennaio 31, 2007

Una breve digressione nel personale, per raccontare una storia che ha dell’incredibile.

In ufficio abbiamo da diversi anni linea Internet e linea telefonica gestite da Fastweb. Devo dire che ci siamo sempre trovati piuttosto bene.

A ottobre, come era già accaduto alcune altre volte, non paghiamo in tempo la fattura, arriva un sollecito di pagamento e ordiniamo subito un bonifico con valuta 6 novembre, prevedendo di pagare giustamente anche la mora dovuta al ritardo.

Bene. Verso fine novembre arriviamo una mattina in ufficio e non c’è linea. Non possiamo connetterci a Internet e non possiamo fare telefonate (possiamo solo riceverle). Chiamiamo immediatamente con il cellulare l’assistenza Fastweb e scopriamo che il nostro bonifico non risultava e semplicemente ci avevano disattivato, senza ulteriori comunicazioni. Inviamo via fax gli estremi del bonifico effettuato (dal fax del vicino perchè il nostro non è attivo) e aspettiamo fiduciosi. Passano 1 giorno e mezzo, e una ventina di telefonate, prima che la linea venga riattivata. Voi vi rendete conto, vero, di cosa significhi non essere collegati a Internet e non potere usare il telefono? Praticamente chiudere e andare a casa.

Passano 15 giorni. Nuovo black-out. Ci hanno di nuovo disattivato la linea senza alcun preavviso perchè continuano a non vedere il nostro bonifico. Mandiamo un estratto conto della nostra banca, che testimonia l’avvenuta operazione. Passa 1 giorno, litri di bile e coronarie messe a dura prova. Ci riattivano la linea. Un’altra giornata di ritardo sul lavoro da fare.

Passano altri 20 giorni, so che non ci crederete ma la scena si ripete. Questa volta ci chiedono una dichiarazione della nostra banca che il bonifico è stato effettivamente eseguito. Ci guardiamo l’un l’altro esterefatti e sfiniti, con la sensazione di vivere all’interno di un incubo ricorrente. Forniamo la documentazione richiesta (mezza giornata spesa tra banca, telefonate, fax, ecc.)

Oggi, 31 gennaio, i signori di Fastweb hanno pensato bene di disattivarci per la quarta volta la linea, sempre elegantemente senza alcun preavviso, perchè non riescono a vedere un bonifico in valuta 6 novembre e nonostante la montagna, ormai, di documentazione a loro fornita. La signorina, gentile, dell’assistenza clienti ci ha detto: “… si, quella banca ci sta dando dei problemi, la prossima volta che dovete fare un bonifico ditemelo che vi do gli estremi di un’altra banca”.

Fastweb, ma ce l’avete con noi? Cosa dobbiamo fare oltre che cambiare fornitore? Ma vi sembra normale??? Chi ci rimborsa per il tempo/denaro perso a causa vostra???

Apple IPhone e RDF (Reality Distortion Field)

gennaio 31, 2007

Il 9 gennaio a San Francisco Steve Jobs ha presentato il tanto atteso nuovo prodotto di casa Apple, l’ IPhone. Lo stesso giorno il titolo Apple è salito in borsa di più dell’8% (anche se poi è in gran parte ridisceso nei giorni successivi). La presentazione è entusiasmante: il prodotto è, come spesso succede con Apple, un mix di design visionario, intuitività, eleganza e immensa capacità di comunicazione.
Non è un telefono, è un iPod + un telefono + uno strumento per navigare e comunicare su Internet. La promessa è che tutte queste cose si potranno fare meglio che con qualsiasi altro aggeggio portatile esistente.
Prima di tutto non ha una tastiera. Ogni applicazione ha una sua interfaccia personalizzata, avere una sola brutta tastierina in plastica è limitante, inoltre gli schermi degli attuali smartphone sono troppo piccoli per navigare sui Internet: ok , niente tastiera, tutto schermo. Quando serve una tastiera verrà disegnata sullo schermo e funzionerà toccandola con le dita, quando non serve sarà tutto schermo a disposizione. Il sistema di touch screen promette di essere tecnicamente molto efficace e gestisce anche i tocchi multipli. A me, nella presentazione, ha fatto impazzire la lista di brani musicali “scrollata” con il dito indice e ancora di più il ridimensionamento di un’immagine pizzicata e trascinata con il pollice e l’indice.
Poi c’è un browser vero, Safari, per navigare sui siti veri, non quelli appositamente realizzati per dispositivi mobile: uno zoom permette di ingrandire porzioni di sito per poterne attivare le funzioni, sempre usando le dita. C’è una e-mail che gestisce anche l’invio di immagini e la mail vocali. Si possono facilmente realizzare conferenze telefoniche, mettendo in comunicazione più persone, si può caricare la rubrica dei contatti con indirizzi e-mail e numeri di telefono direttamente dal pc. Naturalmente c’è una fotocamera integrata.
E poi ci sono alcune chicche, giusto per strafare, tipo il sensore che capisce quando avvicini l’iPhone all’orecchio e allora spegne momentaneamente il video per risparmiare sulla batteria, oppure il sensore che regola la luminosità del video sulla base della luce ambientale o ancora quello che capisce se stai tenendo il video in verticale o in orizzontale (ah si, si può passare tranquillamente dall’uno all’altro) e aggiusta di conseguenza l’immagine visualizzata.
Tutto questo per la modica cifra di 499$ per il modello da 2 giga di memoria e 599$ per quello da 4 giga.
Di Steve Jobs si dice da tempo che sia in grado di applicare su chi lo ascolta un RDF, Reality Distortion Field , cioè che grazie al suo carisma, al suo fascino, alla capacità iperbolica di fare marketing intelligente, sia in grado di convincere praticamente chiunque di qualsiasi cosa. In effetti conosco degli Apple addicted che vivono come una fede fanatica la loro appartenenza alla categoria di utenti della mela, al di là delle reali differenze di prestazioni o di usabilità.
E’ però innegabile che Apple, in 20 anni, abbia realizzato prodotti che hanno fatto la storia, tipo giusto per cominciare il personal computer, il sistema operativo a finestre e icone (e chi è abbastanza vecchio da ricordare l’MS-DOS ne capisce in pieno la portata), l’ipod.
Ora, diminuita l’emozione globale causata dalla presentazione (diminuito l’effetto RDF?), molti mettono in evidenza quelli che potrebbero essere i punti deboli dell’IPhone: il touch screen sarà davvero usabile? Dopo mezz’ora sarà incrostato di sporcizia e rigato come uno gnocco? La batteria di 5 ore per vedere video e fare chiamate e di 16 per ascoltare musica sarà sufficiente? Funziona con i sistemi BRIDGE e Wireless, ma non in UMTS, andrà bene forse per l’America ma noi? Si può utilizzare un solo operatore telefonico, con due anni di contratto (in America Cingular), non è limitante? Insomma, dovremo avere ancora un po’ di pazienza e attendere fino a giugno per il lancio negli Stati Uniti e presumibilmente l’autunno per trovarlo qua da noi, per sapere se Apple sarà riuscita ancora una volta a rivoluzionare se stessa e il mercato in cui ha deciso di giocare.

Fai ciao ciao con la manina, sei su Google.

gennaio 25, 2007

Domani, 26 gennaio, in Australia è festa nazionale. Si commemora lo sbarco nella baia di Sydney della nave inglese First Fleet e la costituzione della prima colonia britannica.Google ha annunciato che un suo aereo sorvolerà il porto di Sydney a bassa quota per fotografare la zona, in cui molte persone saranno per strada a festeggiare. Ha esortato a rendersi riconoscibili indossando o facendo qualcosa di strano, per andarsi poi a cercare nei giorni successivi su Google Map e Google Earth. Chissà cosa si potranno inventare gli Australiani?

Circola anche voce che Google stia pensando di trasformare Google Earth, la dettagliatissima rappresentazione della Terra attraverso fotografie satellitari, in un mondo virtuale, che diventerebbe un concorrente di SecondLife. In questo caso, gli avatar, cioè i personaggi virtuali creati dagli utenti, si troverebbero a popolare una rappresentazione tridimensionale del mondo reale e potrebbero, ad esempio, volare a Parigi o a New York, per visitare le fedeli riproduzioni dei principali monumenti (e magari preparare in dettaglio un viaggio vero) o fare un salto a Milano o a Roma per fare shopping nel corrispondente virtuale di Via Montenapoleone o Via Condotti. (In quest’ultimo caso, temo, i soldi necessari per gli acquisti, resterebbero tristemente reali.)

http://www.google.com/intl/en_au/events/australiaday2007/index.html
http://www.techcrunch.com/2007/01/24/googles-metaverse/

Joost, la televisione del futuro (prossimo)?

gennaio 18, 2007

In effetti La vita in diretta e L’isola dei famosi ci hanno un po’ stufato.
Cosa ne direste di avere a disposizione canali televisivi da tutto il mondo, poter usare un motore di ricerca per trovare negli archivi tutti i filmati che parlano di squali e chiacchierare on-line con chi sta vedendo il nostro stesso programma?
E’ la scommessa che sta dietro al progetto Joost, attualmente in fase di test , che proclama di voler mettere insieme semplicemente “il meglio della TV e il meglio di Internet“.
Sicuramente gli ideatori del progetto, se non di TV, di Internet se ne intendono parecchio: sono Janus Friis e Niklas Zennström, cioè i fondatori di Kazaa e di Skype. Quest’ultimo, l’applicazione per telefonare gratuitamente via pc, è stato venduto l’anno scorso ad e-Bay per 2,6 miliardi di dollari e quindi anche i fondi per sostenere il nuovo progetto non sono un grosso problema.
Al momento i punti di forza di Joost sembrano essere la semplicità di utilizzo e la qualità del video, ma il successo si giocherà sui contenuti e quindi sugli accordi che verranno stipulati con i network televisivi e i produttori di film.

www.joost.com

Il progetto FON

gennaio 17, 2007

Allora l’idea è questa: creiamo un mondo dove non siano necessari i cavi per essere collegati a Internet e facciamolo partendo dal basso, cioè da ogni singolo utente delle rete.
Come si fa?
Io, come molte altre persone ho a casa mia una connessione ADSL via cavo; compro a un prezzo basso (29,95 €, ma ci sono state diverse promozioni per averlo gratis o quasi) uno scatolotto che si chiama router che collego alla mia linea ADSL. Questo scatolotto, chiamato Fonera in omaggio alle origini spagnole della società, ha una piccola antenna che trasforma il mio collegamento via cavo in un collegamento wireless.
E intanto posso utilizzare il mio pc da qualsiasi punto della casa e fare sparire gli odiosi fili che raccolgono polvere.
E fin qua niente di strano, sennonché acquistando la Fonera io mi impegno a condividere una parte della mia banda, che viene messa a disposizione di chiunque si trovi a passare a poche centinaia di metri da casa mia.
Cosa ci guadagno?
Ci sono due possibilità:

  1. non ci guadagno niente, ma ho libero accesso a tutti i punti (hotspot) fon del mondo, quindi se sono una persona che è spesso in viaggio mi è utile per scaricare la posta, visitare un sito, scrivere un post, telefonare con Skype, virtualmente ovunque
  2. guadagno il 50% degli introiti generati da chi si collega a pagamento attraverso il mio hotspot. Infatti per chi non appartiene alla comunità Fon è previsto un pass a 3 € al giorno o 10 € per 5 giorni per potersi connettere e navigare.

Naturalmente il gioco funziona se i giocatori sono numerosi, cioè se la copertura di hotspot copre gran parte del territorio.
A me sembra una gran bell’idea.

it.fon.com per il sito italiano

e-bay 2° parte

gennaio 16, 2007

Il primo acquisto che facciamo, con mio marito, è un cellulare nuovo per lui. Troviamo un Compramisubito con cui, comprese le spese di spedizione, risparmiamo 40€ rispetto al prezzo migliore trovato nei negozi. Arriva il giorno dopo e nel pacco non c’è un mattone, c’è davvero il cellulare. WOW, però mica male!Ma non ero soddisfatta, con Compramisubito è come acquistare da un qualsiasi sito di e-commerce: io volevo partecipare ad un asta. Ho cominciato ad adocchiare alcuni oggetti che mi interessavano –  cercavo ad esempio uno di quei lampadari a chandelier con le gocce di cristallo, che fino a poco tempo fa marcivano nelle cantine e ora sono tornati di gran moda – e ho capito una prima regola di e-bay: se un oggetto riceve molte offerte, l’asta si decide all’ultimissimo secondo, vince chi fa l’offerta migliore all’ultimo momento, quando gli altri non hanno più tempo per rilanciare. Infatti non sono riuscita ad aggiudicarmi nessun lampadario. Allora ho optato per un articolo decisamente meno richiesto: un pregevole forchettone da portata con manico rivestito in argento. Mi sono lanciata in un offerta di qualcosa come 2 o 3 euro, non ricordo, comunque roba da far tremare i polsi ed ho atteso lo scadere dell’asta. Non faticherete a credere che ho vinto!E qui ho imparato la seconda lezione: specie sugli oggetti di poco valore le spese di spedizione possono incidere parecchio, anche perché sono quasi sempre gonfiate. Alla fine il mio forchettone mi è costato 10 euro, però stavo imparando un sacco di cose.

Twitter o la sublimazione del reality show.

gennaio 14, 2007

Ecco l’ultima moda dei vip, very internet people, dilagata in Italia nelle ultime vacanze di Natale: Twitter.
E’ un’applicazione web che serve a far sapere agli amici oppure al mondo cosa stai facendo in un certo momento della giornata. Cioè tu ti iscrivi al servizio via web, poi ti colleghi e scrivi, in un massimo di 144 caratteri, quello che stai facendo. Il tuo messaggio viene visualizzato sulla tua pagina, come in un blog, ma anche inviato sull’Istant Messenger e sul cellulare, sotto forma di SMS, a tutti coloro che si sono iscritti come tuoi followers. Allo stesso modo tu ricevi i messaggi di tutti coloro che hai inserito nella tua lista di friends.
A parte che, in questi giorni di lontananza dall’ufficio causa inserimento all’asilo del bimbo, mi immagino una emozionante lista di messaggi del tipo:
bimbo ha fatto cacca addosso, corro a cambiarlo (47 caratteri),
oddio, ho dimenticato di fare la spesa, e adesso cosa faccio per cena (70) (beh , 144 caratteri non sono neanche pochi)
mi viene spontaneo chiedermi: e chi se ne frega?
In realtà pare che il gioco sia, almeno all’inizio, molto divertente e sviluppi addirittura una forma di semi-dipendenza che può incidere sensibilmente sulla produttività (tra leggere tutti i messaggi che arrivano e scrivere i propri, il tempo vola via che non te ne accorgi). Chissà, magari provo…

Ecco alcuni blog che ne parlano in modo interessante:
http://paolo.evectors.it/italian/2007/01/02.html
http://www.bolsi.org/bolsoblog/2007/01/05/malato-di-twitter
http://im.digitalhymn.com/2007/01/05/twitter-i-blog-e-lutilita/

e-bay 1° parte

gennaio 12, 2007

Come dicevo, non è che mi tuffi a capofitto nelle ultime novità tecnologiche, anzi a dire il vero tendenzialmente le scopro dopo un bel po’. Ad esempio e-bay, si ne sentivo parlare da qualche annetto, avevo anche letto articoli qua e là, però tempo e voglia di provarci, uhm, pochina. Finchè un giorno ero in giro con una mia amica, totalmente gnucca dal punto di vista tecnologico, del tipo non ho mai spedito una mail in vita mia, ma molto shopping and fashion addicted e la sento che dice ad una sua pari: ” ma per quella borsa di Prada che ti piace un casino ma costa un occhio della testa, perché non la cerchi su e.bay? ”Ugh, siamo a questi punti, possibile? Qua devo fare qualcosa, ad esempio aprire un account su e-bay. E così faccio.