Yahoo! Pipes

pipes_logo_blue_lg.pngIeri Yahoo ha rilasciato la versione beta di una nuova applicazione online denominata Pipes.
Tim O’Reilly, l’uomo che ha inventato la definizione di Web 2.0, l’ha definita una pietra miliare nella storia di Internet . Mica poco!
Dunque la curiosità è d’obbligo: cos’è Pipes? E’ un sistema visuale per creare nuove applicazioni unendo dati e funzionalità tratte da siti web esistenti, quell’operazione che viene definita mash-up. La novità rivoluzionaria è che, secondo l’intento degli sviluppatori, con Pipes si potranno costruire mash-up senza scrivere una riga di codice, quindi senza essere programmatori. Il tutto avviene in un ambiente visuale dove si trascinano e si collegano tra loro moduli predefiniti e impostabili secondo le necessità.

Alcuni esempi forniti dagli sviluppatori:

  • creare una lista sempre aggiornata (sulla modalità dei feed di blog letti in un aggregatore) di un determinato oggetto in vendita su e-bay e il cui prezzo sia compreso in un range inserito dall’utente
  • visualizzare l’elenco degli immobili in vendita in una certa città, che siano vicini a qualcosa inserito dall’utente (ad esempio un parco, o una scuola, ecc.). In questo caso l’applicazione unisce i dati sugli immobili in vendita su craiglist.org e le informazioni tratte dalle mappe della città di Yahoo Maps
  • ricercare su Flickr foto collegate alle notizie presenti sulla prima pagina del New York Times.

Ognuno può provare a costruire una propria Pipe, inscrivendosi gratuitamente al sito, e magari copiandone una esistente per poi modificarla.
Ieri il sito è stato per la maggior parte del tempo non accessibile (ad un certo punto è comparso un simpatico messaggio “Our Pipes are clogged! We have called the plumbers!”, qualcosa tipo “Le nostre tubature sono intasate! Abbiamo chiamato gli idraulici!”), ora è attivo anche se un po’ lento.

L’impressione è che non sia davvero alla portata di tutti, nel senso che, se non è necessario essere programmatori, quantomeno “smanettoni” si.

Però è sicuramente un passo significativo nel percepire i contenuti e le funzionalità di Internet come un enorme deposito di mattoncini Lego, incastrabili tra di loro in infinite modalità, in uno scenario in cui la tecnologia diventa sempre più trasparente e sottintesa, mentre diventa dominante la creatività e la capacità di percepire un’esigenza e di trovare un modo nuovo per soddisfarla.

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