Là dove i computer non bastano.

Ci sono alcune operazioni che i computer sanno fare molto bene: memorizzare grandi quantità di dati, ritrovarli facilmente, effettuare operazioni matematiche molto velocemente. Ce ne sono altre invece in cui un bambino di 7 anni batte i computer più potenti: sono in genere quelle operazioni che implicano un’interpretazione dei dati, ad esempio per individuare un oggetto in un’immagine o per interpretare una frase sulla base della cultura del luogo in cui si vive.

La novità relativamente recente è che, con la diffusione di Internet e il numero di persone connesse, diventa fattibile smaltire una grande quantità di lavoro del secondo tipo, utilizzando persone anziché algoritmi.

Lo ha capito Google, che affina i risultati delle ricerche utilizzando i Quality Raters, persone che, da casa propria, valutano la qualità dei risultati che il software ha reperito in risposta a una determinata ricerca.

Lo ha capito Amazon, che con Amazon Mechanical Turk, permette ai produttori di software di pubblicare attività adatte agli umani, da eseguirsi on-line. Chiunque si può iscrivere, scegliere un’attività tra quelle proposte e iniziare a lavorare. Il compenso guadagnato verrà accreditato sul conto Amazon e potrà essere utilizzato per effettuare acquisti (o anche trasferito su un conto aperto presso un banca statunitense).

Nel caso di Amazon i compensi sono generalmente molto bassi, quindi si configura più come un passatempo che alla fine ti permette di comprare un libro o un cd, che come una forma di telelavoro.

Nel caso di Google invece i compensi sono decisamente dignitosi (almeno lo erano fino all’anno scorso, ora forse qualcosa è cambiato) e fanno intravvedere una modalità di lavoro che può essere interessante in alcune fasi della vita. E’ un lavoro part-time, che può essere effettuato da casa (ma anche dalla casa al mare o da qualsiasi altro luogo a patto che vi sia una connessione a Internet veloce), a qualsiasi ora e con qualsiasi distribuzione del tempo all’interno della settimana lavorativa: uno studente universitario, un neolaureato che non ha ancora un lavoro fisso, una donna con figli piccoli, o in generale chi non ha un lavoro dalle 9 alle 18 può trovarlo utile e, anche se ripetitivo, piuttosto divertente.

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