Il social network va bene per tutto?

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Leggo di questo progetto, TalentSpring, appena lanciato da una società di Seattle, che si colloca nel panorama del recruiting on-line con un approccio innovativo.
Da quanto ho capito non è un sito di annunci di lavoro, ma una banca data di curricula, associati a categorie granularmente definite: ad esempio Computer/Internet > Programmer > Language > Java.
La novità è che i curricula sono pre-valutati dagli stessi utenti: per poter inserire il mio curriculum io devo valutarne altri 12, appartenenti alla stessa categoria in cui mi sto candidando. I curricula da valutare mi vengono presentati a coppie e, per ogni coppia io devo indicare quello “migliore”.
Il senso di tutto questo dovrebbe essere quello di fornire un servizio a chi deve assumere, che normalmente riceve centinaia di risposte ad un annuncio per una determinata posizione, mentre in questo modo potrebbe attingere alle figure più qualificate presenti sul mercato.
Diverse sono le questioni che vengono in mente:
– il conflitto di interesse. Perchè dovrei votare positivamente un mio diretto concorrente con caratteristiche migliori delle mie? Gli ideatori del servizio rispondono che il sistema traccia i voti palesemente errati o comunque distanti dalla media dei voti e penalizza di conseguenza l’utente che li ha espressi;
– la privacy. Desidero che la mia comunità professionale sappia che sto cercando di cambiare lavoro? (anche se i cv fossero anonimi, spesso dalla sequenza delle esperienze formative e professionali non è difficile risalire alla persona, specie in un ambito professionale molto definito);
– la competenza. Davvero tutti possono giudicare sensatamente un curriculum, tra l’altro in generale e non in relazione ad una specifica posizione all’interno di una specifica azienda?

Oltre a queste domande mi sovviene un interrogativo più generale, legato se vogliamo al concetto di intelligenza collettiva: non è che dare valore assoluto ai voti dei più porti ad un appiattimento del giudizio? E che rimangano in minoranza e quindi esclusi non solo gli stupidi, ma anche gli “illuminati”, che vedono oltre ciò che la media riesce a comprendere?

Una Risposta to “Il social network va bene per tutto?”

  1. Lilith Says:

    In effetti, il conflitto di interessi mi sembra il problema più reale…

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