Archive for marzo 2008

Tecnologia emergente made in Italy.

marzo 14, 2008

Sta girando tra i blog la risposta alla domanda “Sei orgoglioso di essere italiano?” (ad es. qui e qui). A fronte dei mille motivi per non esserlo, questa storia sposta l’ago della bilancia di una tacchetta verso il si.

Una start-up con sede a Torino, ma registrata in California, a inizio marzo ha presentato il proprio lavoro all’ eTech The O’Reilly Emerging Technology Conference a San Diego, raccogliendo molto interesse anche da parte dei media.

L’azienda si chiama WideTag Inc. e il progetto OpenSpime.
L’idea è quella di lavorare alla costruzione di una “Internet of Things“, progettando dispositivi a basso costo che siano in grado autonomamente di rilevare la proprie coordinate geografiche e temporali (space+time=spime), più una determinata condizione ambientale, e trasferire i dati raccolti a server che potranno elaborarli.

Il prototipo attualmente realizzato è un sensore in grado di valutare la quantità di CO2 presente nell’aria, nel video di presentazione il sensore trasferisce i dati a un pc che li visualizza in tempo reale su una Google Map. In questo modo, potenzialmente ogni individuo al mondo potrebbe monitorare la qualità dell’aria che sta respirando, e si potrebbero così raggiungere livelli di accuratezza e completezza nella raccolta dei dati semplicemente inimmaginabili con le tecnologie attualmente in uso.

openspime1.jpg

E il monitoraggio della Co2 è soltanto un esempio, le applicazioni possibili per questo tipo di tecnologia sono davvero tante e parecchio interessanti. Tra l’altro, la tecnologia è sviluppata in un’ottica open, infatti le API e i protocolli di comunicazione necessari per gestire i dati raccolti sono a disposizione di chi vorrà sviluppare nuovi prototipi.

Si aprono quindi scenari dirompenti per la quantità di innovazione che si potrebbe raggiungere. Si va oltre l’idea di Computer Invisibile di Norman: non solo la tecnologia è così semplice e integrata negli oggetti da essere diventata trasparente, ma l’intervento umano sta principalmente nel partecipare ad un progetto sociale, con lo scopo di migliorare concretamente le condizioni ambientali in cui viviamo.

qui il blog di uno dei protagonisti

ne parla anche Infoservi qui e qui

La tecnologia per amica.

marzo 12, 2008

Ma quanto mi piacciono le parole di Roberta Cocco, direttore marketing di Microsoft, anzi, “madre di tre figli e direttore marketing di Microsoft“:

“…se uno dei bambini sta male, io collego il mio pc da casa e posso lavorare come se fossi in ufficio, se sono in vacanza ma devo partecipare ad una conference call importante , mi è sufficiente appartarmi con il mio smartphone e … il gioco è fatto.

La tecnologia è uno strumento nelle nostre mani: sfruttandone le potenzialità, noi donne possiamo costruirci quella flessibilità che ci consente di non dover più rinunciare a presentarci come madri e professioniste.”

qui 

Davvero lo stato attuale di sviluppo delle tecnologie permette di immaginare scenari di vita in cui il lavoro è una componente da gestire in modo flessibile e non una scelta totalizzante, che ne preclude o ne limita altre.

Per le donne potrebbe rappresentare l’opportunità di esprimere se stesse, nella molteplicità dei ruoli che desiderano ricoprire e anzichè adattarsi a modelli maschili per fare carriera, poter essere felicemente professioniste, madri, mogli.

Per le aziende potrebbe essere un modo per usare al meglio le potenzialità dei collaboratori, perchè, io credo, una persona realizzata e meno stressata può dare il meglio di se anche nel lavoro.

Gli ostacoli, mi sa che, al solito, siano principalmente di carattere culturale: quante aziende, soprattutto medio-piccole sono disposte a ragionare in questo modo?

Donne protagoniste.

marzo 7, 2008

Ancora due iniziative “al femminile”.

Scadono domani i termini per partecipare al premio Donna è Web (ne avevo parlato qui), a cui si possono iscrivere del tutto gratuitamente siti web e progetti internet ideati, progettati, realizzati o gestiti con il contributo prevalente di donne.

Lunedi 11 marzo invece Il Sole24ore organizza un convegno sulla Leadeship al femminile, la partecipazione è libera e gratuita fino ad esaurimento dei posti.

La cena, le donne, la tecnologia.

marzo 3, 2008

Leggendo post e commenti relativi alla Girl Geek Dinner ho trovato diverse obiezioni da parte di chi alla cena non ha partecipato, riassumibili, estremizzando, nelle seguenti posizioni:

1. aiuto! che paura/tristezza! sembra una setta di isteriche sacerdotesse devote a qualche fredda divinità tecnologica

niente di più lontano dalla varia, entusiastica, timida, sfacciata, struggente, appassionata, scostante, normale, speciale umanità che ho incontrato l’altra sera. Tra i mille discorsi ascoltati e scaturiti con estrema facilità tra persone che spesso non si erano mai incontrate prima, pochissimi erano incentrati esclusivamente sulla tecnologia

2. ma se era una cena di donne, cosa ci facevano gli uomini?

non vogliamo la riserva indiana o il gineceo dove alle donne è permesso parlare tra di loro. La difficoltà di conciliare i diversi ruoli che una donna può ricoprire e la scarsa presenza femminile in alcuni settori lavorativi o nelle posizioni manageriali non dovrebbero essere argomenti esclusivamente femminili. Riuscire a esprimere al meglio le potenzialità delle donne potrebbe portare a un miglioramento di tutta la nostra società: è un tema che riguarda anche gli uomini, io credo

3. perchè soltanto 20 uomini?

ma così, anche un po’ per ridere e provocare. Come ha raccontato l’ideatrice, Sarah Blow, siccome gli eventi dedicati alla tecnologia sono sempre a maggioranza maschile, proviamo a ribaltare la situazione e vediamo l’effetto che fa

e poi era anche solo una cena, con un giusto, a mio parere, equilibrio tra spunti e stimoli e leggerezza.

Almeno, questo è quello che ne ho capito io e… mi è piaciuto molto 🙂