Tecnologia emergente made in Italy.

Sta girando tra i blog la risposta alla domanda “Sei orgoglioso di essere italiano?” (ad es. qui e qui). A fronte dei mille motivi per non esserlo, questa storia sposta l’ago della bilancia di una tacchetta verso il si.

Una start-up con sede a Torino, ma registrata in California, a inizio marzo ha presentato il proprio lavoro all’ eTech The O’Reilly Emerging Technology Conference a San Diego, raccogliendo molto interesse anche da parte dei media.

L’azienda si chiama WideTag Inc. e il progetto OpenSpime.
L’idea è quella di lavorare alla costruzione di una “Internet of Things“, progettando dispositivi a basso costo che siano in grado autonomamente di rilevare la proprie coordinate geografiche e temporali (space+time=spime), più una determinata condizione ambientale, e trasferire i dati raccolti a server che potranno elaborarli.

Il prototipo attualmente realizzato è un sensore in grado di valutare la quantità di CO2 presente nell’aria, nel video di presentazione il sensore trasferisce i dati a un pc che li visualizza in tempo reale su una Google Map. In questo modo, potenzialmente ogni individuo al mondo potrebbe monitorare la qualità dell’aria che sta respirando, e si potrebbero così raggiungere livelli di accuratezza e completezza nella raccolta dei dati semplicemente inimmaginabili con le tecnologie attualmente in uso.

openspime1.jpg

E il monitoraggio della Co2 è soltanto un esempio, le applicazioni possibili per questo tipo di tecnologia sono davvero tante e parecchio interessanti. Tra l’altro, la tecnologia è sviluppata in un’ottica open, infatti le API e i protocolli di comunicazione necessari per gestire i dati raccolti sono a disposizione di chi vorrà sviluppare nuovi prototipi.

Si aprono quindi scenari dirompenti per la quantità di innovazione che si potrebbe raggiungere. Si va oltre l’idea di Computer Invisibile di Norman: non solo la tecnologia è così semplice e integrata negli oggetti da essere diventata trasparente, ma l’intervento umano sta principalmente nel partecipare ad un progetto sociale, con lo scopo di migliorare concretamente le condizioni ambientali in cui viviamo.

qui il blog di uno dei protagonisti

ne parla anche Infoservi qui e qui

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2 Risposte to “Tecnologia emergente made in Italy.”

  1. Tatalla Says:

    Ciao, Tiziana. Ho aperto il tuo blog perchè mi ha divertito un commento che hai dato a Blimunda, e sono rimasta sorpresa: una donna che parla di tecnologia! Non che le donne non se ne interessino (una mia compagna di scuola voleva fare l’astrofisica, e scommetto che ci è riuscita) ma di solito non ne parlano. Di quello che hai detto qui sopra non ho capito quasi niente, ma il fatto che tu scriva di queste cose mi sembra fantastico! Brava! Altro che le donne buone per la cucina e il letto!
    Magari continuando a leggerti, migliorerò la mia “tecnoignoranza” anch’io!

  2. tiix Says:

    Ciao, Tatalla. Ma grazie mille per il tuo commento🙂 ne sono onorata. E hai ragione, basta con i vecchi clichè, facciamo vedere cosa sappiamo fare😉

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