Archive for the ‘social network’ Category

Zzub e Telecom Italia.

gennaio 16, 2009

zzubtelecom

ZZub è un social network dedicato al buzz marketing: vengono promosse campagne nelle quali si sceglie un gruppo di partecipanti a cui si fa provare un prodotto e si chiede loro di recensirlo, di scriverne, di parlarne, di attivare insomma il passaparola.

La recente campagna relativa alla presenza online di Telecom Italia ha avuto caratteristiche un po’ diverse. In questo caso l’obiettivo non era tanto il passaparola, quanto raccogliere feedback sulla pletora di siti appartenenti alla galassia Telecom: più focus group che buzz marketing, insomma.

La campagna prevedeva l’analisi dei siti e la compilazione di questionari e, alla fine, una chat online con Loredana Grimaldi,  responsabile della Brand identity del gruppo.

Alcune considerazioni in ordine sparso sulla chat online:

  • l’idea è molto  interessante e il fatto che alla chat sia intervenuta una persona di prima linea (e non uno stagista) è ottimo;
  • la chat è, di per sè, uno strumento che, se i partecipanti sono più di, diciamo, 5 tende a essere molto dispersiva;
  • zzub ci ha aggiunto del suo, nel senso che la chat interna alla community è un buffo strumento, con un’area in cui porre le domande, un’altra area in cui chiacchierare e in cui ogni tanto venivano date delle risposte, del tutto scollegate quindi alle domande di partenza;
  • nonostante questa situazione, tutto fuorchè ottimale, i partecipanti hanno detto molte cose molto sensate. Gli interventi fuori tema o sciocchi sono stati pochissimi e i suggerimenti concreti sono stati molti di più di quelli che nel tempo prestabilito di un’ora, che poi è diventato un’ora e mezzo e più, si potessero cogliere.

La mia impressione è che se Telecom, come molte altre aziende che si rivolgono al mercato consumer, ha davvero la volontà di migliorare se stessa ascoltando i propri clienti e accogliendo i suggerimenti che da essi arrivano, varrebbe la pena di creare un luogo online di scambio e di discussione permanente: le ricadute positive potrebbero essere dirompenti. Certo che sarebbe anche molto più semplice verificare se l’azienda poi mette in pratica ciò che promette…

Il social network va bene per tutto?

maggio 18, 2007

talentspring.png
Leggo di questo progetto, TalentSpring, appena lanciato da una società di Seattle, che si colloca nel panorama del recruiting on-line con un approccio innovativo.
Da quanto ho capito non è un sito di annunci di lavoro, ma una banca data di curricula, associati a categorie granularmente definite: ad esempio Computer/Internet > Programmer > Language > Java.
La novità è che i curricula sono pre-valutati dagli stessi utenti: per poter inserire il mio curriculum io devo valutarne altri 12, appartenenti alla stessa categoria in cui mi sto candidando. I curricula da valutare mi vengono presentati a coppie e, per ogni coppia io devo indicare quello “migliore”.
Il senso di tutto questo dovrebbe essere quello di fornire un servizio a chi deve assumere, che normalmente riceve centinaia di risposte ad un annuncio per una determinata posizione, mentre in questo modo potrebbe attingere alle figure più qualificate presenti sul mercato.
Diverse sono le questioni che vengono in mente:
– il conflitto di interesse. Perchè dovrei votare positivamente un mio diretto concorrente con caratteristiche migliori delle mie? Gli ideatori del servizio rispondono che il sistema traccia i voti palesemente errati o comunque distanti dalla media dei voti e penalizza di conseguenza l’utente che li ha espressi;
– la privacy. Desidero che la mia comunità professionale sappia che sto cercando di cambiare lavoro? (anche se i cv fossero anonimi, spesso dalla sequenza delle esperienze formative e professionali non è difficile risalire alla persona, specie in un ambito professionale molto definito);
– la competenza. Davvero tutti possono giudicare sensatamente un curriculum, tra l’altro in generale e non in relazione ad una specifica posizione all’interno di una specifica azienda?

Oltre a queste domande mi sovviene un interrogativo più generale, legato se vogliamo al concetto di intelligenza collettiva: non è che dare valore assoluto ai voti dei più porti ad un appiattimento del giudizio? E che rimangano in minoranza e quindi esclusi non solo gli stupidi, ma anche gli “illuminati”, che vedono oltre ciò che la media riesce a comprendere?

Social networking batte siti porno.

aprile 23, 2007

The Economist ha pubblicato un articolo, riassunto qui, secondo cui negli USA il traffico generato dai siti porno sta diminuendo simmetricamente alla crescita del traffico generato dai siti di social networking (chat, community, ecc) che stanno per guadagnare il primo posto.

Poi, in molti casi, i contenuti di questi siti di social networking riguardano guarda caso il sesso, ma questo è un altro discorso.

ustrafficgraph.gif

Mi ha stupito comunque, nel grafico, il rapporto tra Net communities and chat e i motori di ricerca. I primi hanno superato il volume di traffico dei secondi verso maggio 2006 e se ne stanno sempre più distanziando.